Sport:
Campioni nella vita
Un
sano agonismo educa i nostri ragazzi alle regole, li aiuta nella
socializzazione: lo sport è benessere fisico e mentale. Aspettative
troppo grandi creano disagi che si possono trasformare in dolore,
fisico e psichico. Genitori ed allenatori sono la palestra del futuro: possono
creare individui straordinari o piccoli atleti frustrati. L’obiettivo
primario deve essere quello di far crescere i nostri ragazzi prima come uomini
e poi come sportivi.
"Sport"
è un termine inglese il cui attuale significato risale alla seconda metà del
XIX secolo. Indica propriamente "divertimento". La parola ha origine
dal francese antico "desport" e cioè "disporto, svago".
L’attività
sportiva è uno strumento ineguagliabile per sviluppare tre risorse fondamentali
che li aiuteranno nel corso di tutta la vita. I genitori, Gli allenatori, gli
insegnanti, i dirigenti delle varie associazioni sportive gestiscono queste
risorse con l’impegno che hanno acquisito a loro volta : fanno ciò che possono,
ma non sempre questo è il meglio per i nostri giovani.
Quali
sono le risorse sulle quali andiamo ad agire mediante l’attività sportiva?
a- L’acquisizione
di regole
b- La
socializzazione
c- Le
abilità motorie.
a-Le
regole sono alla base della convivenza sociale; può accadere che a volte ci
svegliamo con istinti feroci o ciarlieri o altro ma il sistema di regole ci
permette di non assumere comportamenti che potrebbero creare profondo disagio
alla società e , perché no, a noi stessi. Il nuovo millennio è povero di
regole, o meglio, ne è talmente ricco che diventa impossibile seguire una linea
precisa e sana: lo sport da, ai nostri figli, ma anche gli adulti, la forza e
la possibilità di impiegare scelte etiche, ci insegna, attraverso il rigore, ad
assumerci la responsabilità di ogni nostra azione: in poche parole ci rende
adulti e coerenti.
b-L’essere
umano è un animale sociale, questo è indubbio. L’uomo, a parte alcuni casi
molto particolari, ha bisogno del gruppo per evolversi, ha bisogno di scambio,
si nutre di relazioni. Gli sport, che siano di gruppo o individuali, rendono
questo nutrimento sano, ci insegnano a creare alleanze ed a utilizzare
quell’energia che nasce dall’entusiasmo di essere un gruppo che persegue un
obiettivo comune. Queste relazioni sono fatte di rispetto, di gerarchia e di
amore.
c-Innegabile è che lo sport sviluppi le abilità motorie
sia negli adulti che, a maggior ragione nei bambini. La quotidianità è fatta di
molti momenti sedentari o comunque ripetitivi, praticare un’attività sportiva
migliora le prestazioni del nostro corpo e la risposta del nostro organismo nelle
varie esperienze che la vita vorrà sottoporci. Le endorfine rilasciate
dall’attività fisica migliorano l’umore, ottimizzano il metabolismo e regolano
i cicli circadiani.
Nel 1992 l’UNESCO ha stilato la
carta dei diritti dei bambini nello sport:
- Diritto di divertirsi e di giocare
come un bambino;
- Diritto di fare lo sport;
- Diritto di beneficiare di un
ambiente sano;
- Diritto di essere trattato con
dignità;
- Diritto di essere allenato e
circondato da persone qualificate;
- Diritto di seguire allenamenti
adeguati ai propri ritmi;
- Diritto di misurarsi con giovani
che abbiano la stessa probabilità di successo;
- Diritto di partecipare a gare
adeguate;
- Diritto di praticare il suo sport
nella massima sicurezza;
- Diritto di avere tempi di riposo;
- Diritto di non essere un campione
Basterebbe
leggerla per capire come regolare il nostro sostegno ai piccoli atleti con i
quali viviamo ogni giorno. In molte parti del mondo i primi tre punti sono
impossibili: in Italia invece, sovente, le problematiche vertono su altri
punti.
Vorrei
soffermare su alcuni di essi in particolare:
- Diritto
di essere trattato con dignità; anche se non sono
piccoli campioni, anche se non diventeranno mai fuoriclasse , anche se il
loro fisico un po’ sovrappeso si muove a fatica essi hanno diritto ad
essere riconosciuti quali atleti, per l’impegno che propagano, per
l’entusiasmo con cui ci avvicinano, per il sogno che portano negli occhi.
- Diritto
di seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi; I
media ci bombardano con immagini di figli perfetti gestiti da genitori
perfetti in società perfette. Per fortuna noi non viviamo in una società
cibernetica e asettica; combattiamo ogni giorno con svariati tipi di
problemi, con momenti di pigrizia e desolazione, con desideri di svago
spesso: in nostri figli incrociano ogni giorno le stesse problematiche con
la differenza che a loro tutto sembra più grande. Quando sono piccini per
motivi fisici, quando sono adolescenti per motivi ormonali.
- Diritto
di non essere un campione; a chi non
piacerebbe avere un figlio/allievo campione? Mentiremmo se dicessimo che
non è vero. Chi non ha mai osservato le premiazioni di una olimpiade con
la speranza che un giorno un figlio potesse essere lì, magari con la
lacrima agli occhi. E’ naturale, è umano, ma non dimentichiamo mai che
l’essere campioni di vita è una cosa molto più difficile, paradossalmente. E non si è mai troppo vecchi perché
diventino, questa è la meraviglia di questo sport che pratichiamo attimo
dopo attimo.
Lo
sport incrementa le life skills
Secondo
la definizione fornita dalla WHO (Divisione della salute mentale), le“life skills sono abilità/capacità che ci
permettono di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale
possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita
quotidiana.”
Quali sono le Life skills ?
¢ 1.
Decision making (capacità di prendere decisioni);
¢ 2.
Problem solving (capacità di risolvere i problemi);
¢ a)
Creatività;
¢ b)
Senso critico;
¢ c)
Comunicazione efficace;
¢ d)
Skills nelle relazioni interpersonali;
¢ e)
Autocoscienza;
¢ f)
Empatia;
¢ g)
Gestione delle emozioni;
¢ h)
Gestione dello stress.
E’
probabile che nessuna altra attività in fase evolutiva abbia la stessa
possibilità di incrementare le abilità fondamentali per essere dei buoni essere
umani. Noi genitori, educatori, allenatori abbiamo il dovere di far sì che
questo non entri in antagonismo con i nostri limiti e le nostre attese. Un
bambino ferito non riuscirà a prendere decisioni se non sbagliate, un
adolescente umiliato non svilupperà una comunicazione efficace, una ragazza
oberata di impegni difficilmente migliorerà la gestione delle emozioni…
IL
NOSTRO EGO SI ESALTA ALL’IDEA DI AVERE UN FIGLIO “FENOMENO”
SINONIMI
DI FENOMENO: CAMPIONE , MA ANCHE, ECCEZIONE, MAGO, MOSTRO.
Dal
greco Phainomenon: cosa che appare . In una società dominata dall’apparenza la
cosa a cui dovremmo ambire è la “normalità” della realtà. Desiderare un
fenomeno significa appagare il nostro narcisismo, è naturale che il risultato non
può essere altro che la disfatta . Sfido chiunque a ricordare il nome di almeno
due atleti di Sparta (notoriamente erano dei fenomeni)
SIAMO INTRALCI O RISORSE PER I NOSTRI FIGLI?
8 REGOLE D’ORO PER ESSERE UNA
RISORSA DI VITA
¢ 1
– Sdrammatizzare e focalizzare l’attenzione sull’esperienza che i nostri
ragazzi stanno vivendo
¢ 2
– Incoraggiare con gesti positivi e rassicuranti. MAI
giudicare/criticare
¢ 3
– Allentare la propria tensione. Quando i bambini fanno sport non devono essere
le nostre aspettative a scendere in gioco.
¢ 4
– Mostriamoci contenti e condividiamo la
gioia del successo e sorridiamo anche in caso di insuccesso: entrambe le
situazioni sono un nuovo punto di partenza, una ottima occasione di crescita e
miglioramento.
¢ 5 – Non
facciamo MAI sentire i nostri figli colpevoli
¢ 6
– Prima dello sport c’è sempre lo studio
¢ 7
– Domandiamoci sempre se, il progredire
agonisticamente nello sport sia un nostro desiderio o il loro
¢ 8 -Facciamo sentire sempre, ai
nostri figli, sia che vincano sia che perdano, l’immenso amore che proviamo per
loro
L’ALLENATORE
UN
BUON TECNICO/STRATEGA E/O UN BUON EDUCATORE/FORMATORE
Qual
è il ruolo dell’allenatore nella evoluzione dei ragazzi?
Egli deve essere:
Ø il centro di unità e
coesione per il gruppo,
Ø rappresentare un modello,
Ø creare uno stato d’animo
sereno,
Ø assumendosi il peso delle
responsabilità,
Ø occuparsi delle funzioni
esecutive decidendo programma, sua attuazione e sua esecuzione, rappresentare
il gruppo
Ø tenere sotto controllo le relazioni
interpersonali dei membri.
Deve inoltre:
Ø Sviluppare
il senso di appartenenza, attraverso l’utilizzo del pronome “noi”, per far si
che allenatore e atleti si sentano una forza collettiva
Ø Fissare
obiettivi comuni, chiari, realistici e condivisi, poiché avere mete precise è
fondamentale per la coesione del gruppo
Ø Definire
per ogni atleta un ruolo e specificarne mansioni e responsabilità, al fine di
consentirgli di fare riferimento ad un codice di comportamento senza lasciare
spazio ad interpretazioni arbitrarie
Ø Utilizzare
il rinforzo positivo ed evitare punizioni e sanzioni, che aumentano inutilmente
la paura dell’errore: esse, infatti, riducono la motivazione, l’autostima e la
possibilità di apprendimento, incutono timore e portano al rifiuto
dell’allenatore
Ø Favorire
la partecipazione
Ø Trattare
tutti allo stesso modo, cioè valutare con gli stessi criteri senza favoritismi
Ø Premiare
i comportamenti altruistici e i sacrifici fatti dai singoli per il bene della
squadra
Ø Smorzare
i comportamenti individualistici e trovare soluzioni tattico-tecniche per
equilibrare i rapporti tra gli atleti
Ø Promuovere
occasioni per stare insieme anche al di fuori degli allenamenti e delle gare
POLARITA’ VINCENTE PERDENTE
IL
DRAMMA DELLA NOSTRA EPOCA
Vogliono
farci credere che vincere o perdere sia l’essenziale per poter vivere una vita
soddisfacente, piena e felice.
In
verità sono due parole sterili, dove c’è sempre un qualcuno che teme di perdere
in futuro ed un altro che piange la sua sconfitta.
E’
una polarità che nega la relazione in quanto basa l’esistenza su di una
“guerra”.
E’
una polarità che porta solo disagio e dolore, non fa crescere, in nessuno modo.
La
psicologia sistemica ha legato a questa polarità molti disturbi che stanno
dilagando nella società moderna:
¢ Anoressia
¢ Bulimia
¢ Autolesionismo
Patologie
che un tempo si diagnosticavano soprattutto sulle ragazze in età adolescenziale
ora si rilevano casi di maschi e di bambini/e.
E’
chiaro che lo sport ha intrinseco in se questa polarità, sta a tutti noi far si
che sia un obiettivo di crescita e non una ossessione.
Gregory Bateson





1 commento:
Come al solito fantastica !
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