La seduzione del ricordo.
L'attesa
Mi ricordo due guance rosee e ginocchia magre,
gambe lunghissime e piccoli piedi inguainati in ciabattine di plastica.
Mani lunghe e congiunte in un quieto stupore.
Ricordo la pelle, morbida, piccoli peli diafani lambiti dai raggi di giugno.
Occhi verdi, persi.
Capelli d'oro, lucidi, composti.
E il busto proteso, in attesa.
Un giunco un po' triste.
Ed accanto un piombago con i fiori azzurri ed appiccicosi,
e la strada vuota, calda.
Un silenzio assordante.
La seduzione del ricordo e del corpo. Grazie Beppe Pasini

Nessun commento:
Posta un commento