Come promesso continuo il mio viaggio nell'ansia, luogo spettrale di infausto colore.
La cosa che più mi intristisce, di questo stato, è che ci precipita, inevitabilmente, nella nostra profezia che si auto-avvera.
Avete mai temuto oltre ogni limite che una cosa accadesse?
State pur certi che, se attendete l'evento con sufficiente dose di ansia, quello si avvererà.
Se faccio questo sono certo che accadrà quello, per esempio, se non sapete un argomento di un esame, ed il vostro pensiero è concentrato su quella pagina oscura e non sulle cinquecento che sapete a menadito, state pur certi che il Professore vi chiederà quello.
Come funziona? Se lo sapessi con certezza sarei ricchissima, per lo meno. So che è così, mi piace fare ipotesi fatasiose sul potere della mente, sull'energia, sul kharma, ma sono certa che i miei colleghi non le riterrebbero molto professionale.
Che cosa fare?
Questa mattina ho fatto un esperimento: premetto che con ogni probabilità ho una leggera infezione al vestibolo che, quando muovo la testa con una certa velocità, provoca un giramento del mondo vorticoso. Di norma ho vissuto questo allegro roteare come un giro sull'ottovolante, non è da tutti poter fare girare il mondo attorno a sè.
Oggi ho deciso di fare la personcina per bene e lasciare che la preoccupazione prendesse il sopravvento. Così pensieri funesti, panico e fitta allo stomaco hanno avuto il loro corso, subitanei. Grazie al cielo sono sufficientemente allenata per tornare immediatamente sull'ottovolante.
A cosa mi è servito dare spazio all'ansia? A nulla, a stare male (per circa 5 secondi).
Ho sfuggito la profezia e ne sono fiera.
E' una cosa che si può imparare, siamo animali che apprendono con estrema facilità.
Che gli uccelli dell'ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; ma potete evitare che vi costruiscano un nido. (Proverbio cinese)

Nessun commento:
Posta un commento