Oggi mi sono accorta di come le persone indossino menzogne come abiti all'ultima moda.
Mentono e si sentono bellissime, perfette.
Mentono e il più delle volte non sanno nemmeno di mentire.
E qui nasce il dramma: per loro e per chi gli sta accanto.
Mentire è un meccanismo automatico, in situazioni dalla strategia confusa decidiamo di accedere ad una parte del cervello piuttosto che ad un altra. In realtà un occhio attento lo vede...guardando l'occhio, per l'appunto (ma questa è un'altra storia).
Perdonatemi il vaneggiamento, il fatto è che ho raggiunto il limite di tolleranza di bugie della giornata e dovevo condividerlo con qualcuno.
Voglio solo fare una domanda a tutti i bugiardi, nevrotici patologici o meno: ma siete veramente sicuri, sicurissimi, che non ci accorgiamo? O forse ci fate un pò pena e soprassediamo?
A volte non vale la pena arrabbiarsi, il bugiardo in realtà penalizza se stesso, mentire è una gran fatica, necessita di buona memoria e come dice il proverbio: il diavolo fa le pentole ma non il coperchio.
Ed allora signori miei, anche per evitare quelle brutte figure che tanto vi fanno paura, cominciate a fare una cosa assolutamente nuova, a piccoli passi, con molta compassione verso voi stessi, dite un pochino di verità, non tutta, non di colpo, la libertà è un premio difficile da gestire.
Vedrete con sommo stupore che qualcosa cambia, come amo dire la verità è così comoda che accovacciarcisi dentro è come un abbraccio agognato.
Quindi, pensiero prima di dormire: accomodiamoci in un pezzettino di verità, il cuore ne sarà lieto e la mente potrà di certo riposarsi.
Buonanotte a tutti
2 commenti:
Non essere così dura; certo, è giusto e doveroso isolare i menzogneri totali, ma è bene, altresì, sorridere delle finzioni veniali. E' conveniente soprassedere ai piccoli impostori cronici, dato che questi vengono, comunque, come tu stessa affermi, smascherati o si svelano da soli. Ognuno di noi mente qualche volta, per convenienza, egoismo, per timore, per vigliaccheria, per compiacenza. Si può mancare di sincerità anche con "esagerazioni comportamentali", come le chiamo io, mostrando ad es. un eccesso di gentilezza, di elogi, di complimenti verso qualcuno, ai fini di "ingraziarseli". Non è anche questa una forma di menzogna, non è un usare l'altro per nostri fini, per attirarlo a noi, per rendercelo complice, a sua insaputa, di un nostro disegno o progetto? Sei proprio sicura di non aver mai attinto a piene mani dal tuo "essere piaciosa" per ampliare gli orizzonti del lavoro, per una tua causa, anche se nobile? Definiresti questi comportamenti leali e sinceri?
Usare la propria essenza per raggiungere un obiettivo non credo sia annoverabile alla menzogna. Dipende dall'obiettivo. Se l'obiettivo è nobile e sincero credo di poter definire sincero anche il comportamento. Naturalmente è il mio punto di vista. E' la singolare abitudine a prendere per i fondelli gli altri, cosa che i menzonieri profondono a piene mani, che mi porta ad essere un pò dura.
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